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	<title>Mariagrazia Bandini Grafica</title>
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	<description>Servizi Grafici a Parma</description>
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	<title>Mariagrazia Bandini Grafica</title>
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		<title>Il catalogo stampato</title>
		<link>https://mgbandini.it/il-catalogo-stampato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 May 2021 13:37:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il catalogo stampato è uno strumento tra i più richiesti dalle aziende che lo realizzano per comunicare la brand identity, prodotti e servizi, in modo dettagliato e curato.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il catalogo stampato è uno strumento marketing tra i più richiesti dalle aziende che lo realizzano per <strong>comunicare la brand identity, prodotti e servizi</strong>, in modo dettagliato e curato.</p>
<p>Attraverso la realizzazione di un catalogo stampato, le aziende si presentano nel modo migliore con un prodotto versatile, altamente personalizzato e prezioso. Versatile perché permette alle aziende di presentare al meglio i valori e i prodotti, sviluppando gli aspetti più peculiari che desiderano mettere in evidenza. Il catalogo è un prodotto altamente personalizzato perché è possibile utilizzare tutti gli elementi che contraddistinguono la brand identity, per creare interesse nel lettore o confermare un’opinione già formata. E’ prezioso, perché nasce dalla sinergia di diverse figure professionali e da un articolato processo di lavorazione che insieme concorrono per la realizzazione di un prodotto di valore.</p>
<p>Il catalogo deve riportare tutte le informazioni relative all’azienda e ai prodotti in modo chiaro e in una veste grafica interessante e per questo collaborano insieme graphic designer, copywriter, fotografi che curano gli aspetti dei contenuti sia dal punto di vista dell’impaginazione che del testo e delle immagini. Con un catalogo ben realizzato e curato in ogni sua parte, il lettore ha la sensazione di un contatto diretto con l’azienda in modo semplice, immediato e piacevole.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-1614 alignleft" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2021/05/img12.jpg" alt="Il catalogo stampato" width="500" height="352" />Sfogliare le pagine di un catalogo cartaceo è un’esperienza, attraverso la quale, si memorizzano i contenuti, ma anche la grafica, lo stile, i colori, il tipo di carta, le finiture speciali, la confezione e il profumo della carta stampata. Questi elementi contribuiscono a definire un’opinione sull’azienda o dei prodotti/servizi e per questo motivo progettare e realizzare un catalogo richiede creatività ma anche contenuti di valore, precisione nell’esecuzione e accuratezza nell’intero processo di produzione. Questi stessi elementi fanno in modo che sfogliare un catalogo sia un’esperienza piacevole e anche condivisibile; oggi questo è possibile attraverso l’utilizzo di link e QR code che rimandano a contenuti digitali. Altro requisito importante di un catalogo cartaceo è la possibilità di un costante aggiornamento; per fare questo le aziende tendono a suddividerlo per linee o tipologie di prodotti per facilitare l’aggiornamento dei contenuti, la produzione e la distribuzione.</p>
<p>Oggi l’intero processo per la realizzazione di un catalogo stampato richiede tempi brevi e costi contenuti e tutto può essere realizzato in un’ottica di risparmio delle risorse energetiche con l’ottimizzazione dei tempi e della qualità dei materiali, riuscendo comunque ad ottenere ottimi risultati.</p>
<p>Se state pensando di realizzare un catalogo stampato e siete interessati a questo argomento, desiderate approfondire, confrontarvi con me o ricevere una consulenza, inviate un messaggio, utilizzando il form nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> oppure inviate una e-mail.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;interno della copertina di un libro</title>
		<link>https://mgbandini.it/linterno-della-copertina-di-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2021 15:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[L'interno della copertina di un libro è composto da diverse parti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’interno della copertina di un libro è composto da diverse parti. Troviamo il <strong>rimbocco</strong> che è quella parte del materiale utilizzato per ricoprire il libro (tela, pelle o carta), che viene ripiegata all’interno della copertina o coperta. Tra i due piatti, anteriore e posteriore, si posiziona un cartoncino, <img decoding="async" class="size-full wp-image-1522 alignleft" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2021/01/img11.jpg" alt="L'interno della copertina di un libro" width="501" height="355">detto <strong>dorsetto</strong>, alto come i piatti della coperta e largo come lo spessore del libro rilegato. Questo serve per rinforzare la copertina. Abbiamo poi i <strong>fascicoli</strong> del libro rilegati, che determinano lo spessore del libro e che sono rifilati in alto (<strong>taglio di testa</strong>), in basso (<strong>taglio di piede</strong>) e sul lato esterno (<strong>taglio davanti</strong>).</p>
<p>Se siete interessati a questo argomento, desiderate approfondire e confrontarvi con me, inviate un messaggio, utilizzando il form nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> oppure inviate una e-mail.</p>
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		<item>
		<title>Tipologie di nero in quadricromia</title>
		<link>https://mgbandini.it/tipologie-di-nero-in-quadricromia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 14:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[Esistono diverse tipologie di nero in quadricromia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono diverse tipologie di nero in quadricromia. Nell’articolo <strong>“Il metodo di colore CMYK”</strong>, si è detto che dall’unione di 100% di cyan con il 100% di magenta e con il giallo al 100% si ottiene, non esattamente, un nero, ma il colore bistro, cioè un marrone molto scuro. Per questo motivo si aggiunge il quarto colore, cioè il nero per ottenere una stampa in quadricromia. Tuttavia il nero composto solamente da un 100% di nero non risulta molto brillante ed uniforme. Per questo motivo, quando si ha l’esigenza di ottenere un fondo nero brillante si usa “arricchirlo”, cioè aggiungere gli altri colori in diverse percentuali per ottenere in stampa un ottimo nero. Solitamente la combinazione che si utilizza per un <strong>nero ricco è: C=63 M=52 Y=51 K=100.</strong> Le percentuali di colore che compongono il nero non devono superare il 300% perché la stampa risulterebbe troppo satura e carica di colore.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-1512 alignleft" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2021/01/img10.jpg" alt="" width="500" height="529">Ci sono poi varianti di colore nero ricco, come:<br />
&#8211; il <strong>nero freddo</strong> che si ottiene con <strong>C=60 M=0 Y=0 K=100</strong><br />
&#8211; il <strong>nero caldo</strong> che si può ottenere con <strong>C=0 M=60 Y=30 K=100</strong><br />
&#8211; un <strong>nero neutro</strong> si ottiene con <strong>C=60 M=30 Y=10 K=100</strong>.</p>
<p>Diverso è invece il <strong>nero di registro</strong> che è composto da <strong>C=100 M=100 Y=100 K=100</strong> che deve essere utilizzato solamente per i segni di registro e mai per altri elementi di colore nero.</p>
<p>Se avete trovato interessante questo argomento, se desiderate approfondire e confrontarvi con me, inviate un messaggio utilizzando il form nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> o inviate una e-mail.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il metodo di colore CMYK</title>
		<link>https://mgbandini.it/il-metodo-di-colore-cmyk/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 15:02:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[CMYK sono le iniziali di Cyan (ciano), Magenta (magenta), Yellow (giallo) e della lettera K che corrisponde al Black (nero).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CMYK</strong> sono le iniziali di <strong>Cyan</strong> (ciano), <strong>Magenta</strong> (magenta), <strong>Yellow</strong> (giallo) e della lettera K che corrisponde al <strong>Black</strong> (nero) che sostituisce di fatto la lettera B per non essere confusa con il Blue. I colori CMYK nascono dalla fusione di 4 colori appunto e vengono anche detti di <strong>quadricromia</strong>.</p>
<p><strong>Il metodo di colore CMYK si utilizza nei processi di stampa</strong> ed è un metodo di colore sottrattivo, cioè si ottiene sottraendo luminosità ad ogni <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1497 size-full" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9.jpg" alt="Il metodo di colore CMYK" width="500" height="500" srcset="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9.jpg 500w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9-150x150.jpg 150w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9-270x270.jpg 270w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9-370x370.jpg 370w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/12/img9-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" />componente. Se ad esempio sommiamo il 100% di cyan, il 100% di magenta e il 100% di giallo otteniamo un bistro, cioè un marrone scuro. Per questo per ottenere il colore nero pieno si aggiunge anche la componente di nero al 100% che da più profondità al colore e risalto.</p>
<p>I colori in quadricromia appaiono meno brillanti, rispetto a quelli in RGB; questo si noterà facendo la conversione dei colori da RGB a CMYK.</p>
<p>Per definire un determinato colore in quadricromia, si usa indicare la lettera iniziale della componente, seguita da un valore compreso tra lo 0 e 100. Ad esempio un colore arancio può essere definito con: C=0 M=63 Y=96 K=0.</p>
<p>Se desiderate approfondire questo argomento, inviate un messaggio utilizzando il form nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> o inviate una e-mail.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il carattere tipografico</title>
		<link>https://mgbandini.it/il-carattere-tipografico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 13:57:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il carattere tipografico è un blocchetto in lega di piombo, antimonio e stagno sul quale è inciso in rilevo un segno tipografico che può essere una lettera, un numero o appunto un segno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il carattere tipografico è un blocchetto in lega di piombo e stagno sul quale è inciso in rilievo un segno tipografico che può essere una lettera, un numero o appunto un segno. Questi blocchetti devono essere di forma regolare e precisa poiché, a loro volta, devono formare blocchetti di testo più grandi all’interno di una pagina. L’unità di misura dei caratteri tipografici, introdotta nel 1700 da F.A. Didot è il <strong>punto tipografico</strong>, anche detto punto Didot corrispondente a poco meno di 0,376 mm. L’altezza di un carattere è definita corpo e si esprime in punti. Le parti di un carattere tipografico sono:</p>
<p><strong>Occhio</strong> &#8211; Parte in rilievo di una lettera, di un numero o un altro segno, che si trova sulla parte superiore del blocchetto, destinata a ricevere l’inchiostro e quindi a produrre l’impressione.</p>
<p><strong>Rilievo</strong> &#8211; È l’altezza, lo spessore della parte in rilievo della lettera.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1483 size-full" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img8.jpg" alt="il carattere tipografico" width="500" height="370" />Grazie o terminali</strong> &#8211; Sono degli allungamenti all’estremità delle lettere. Si usano per rendere il carattere più elegante ed aggraziato. Hanno un’origine molto antica perché derivano dai caratteri lapidari romani, dove le grazie permettevano una più facile incisione sulla pietra.</p>
<p><strong>Spalla superiore e inferiore</strong> &#8211; La spalla superiore è lo spazio, non in rilievo, compreso tra l’occhio e il limite superiore del blocchetto; quella inferiore è lo spazio tra l’occhio e il limite inferiore del blocchetto.</p>
<p><strong>Accostamento</strong> &#8211; Parte del carattere dove si accostano i diversi caratteri per comporre la parola desiderata.</p>
<p><strong>Altezza</strong> &#8211; È l’altezza del blocchetto dal piede, escluso il rilievo.</p>
<p><strong>Larghezza</strong> &#8211; Larghezza frontale del blocchetto.</p>
<p><strong>Forza di corpo</strong> &#8211; Spessore del blocchetto.</p>
<p><strong>Tacca</strong> &#8211; Scanalatura posizionata sulla parte anteriore del blocchetto che serve al compositore per verificare che tutti i caratteri siano posizionati nella giusta direzione.</p>
<p><strong>Canale</strong> &#8211; Lieve scanalatura posta sul fondo del blocchetto.</p>
<p><strong>Piede</strong> &#8211; Base del blocchetto.</p>
<p>Se sei interessato a questo argomento e desideri approfondire, scrivimi un messaggio utilizzando il modulo nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">Contatti</a> o invia una e-mail.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il metodo di colore RGB</title>
		<link>https://mgbandini.it/il-metodo-di-colore-rgb/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2020 15:49:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[RGB corrisponde alle iniziali di Red (rosso), Green (verde) e Blue (blu).]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>RGB</strong> corrisponde alle iniziali di <strong>Red (rosso), Green (verde) e Blue (blu)</strong>. I colori con metodo RGB sono caratterizzati dall’essere una miscela di questi tre colori. Infatti è un metodo a tre canali ed è anche detto tricromia. Il metodo di colore RGB è utilizzato per il web e per creare tutte quelle <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1468 alignleft" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7.jpg" alt="I colori RGB" width="500" height="500" srcset="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7.jpg 500w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7-150x150.jpg 150w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7-270x270.jpg 270w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7-370x370.jpg 370w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img7-80x80.jpg 80w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" />immagini che saranno visualizzate su monitor e schermi televisivi, perché su questi dispositivi i colori sono generati da raggi di luce o da pixel luminosi. Questo è infatti un metodo di colore additivo, cioè i colori si ottengono sommando le luminosità dei tre colori. Infatti se sommiamo il 100% di rosso, il 100% di verde e il 100% di blu otterremo il bianco. Per questo i colori RGB risultano vividi e brillanti ed è possibile generare molti più colori rispetto ad altri metodi. Per definire il colore con questo metodo si usa indicare la lettera del colore corrispondente, seguita dalla percentuale del colore utilizzato, con una scala che va da un valore 0 a 255. Ad esempio un rosso può essere indicato con R=255 G=29 B=27.</p>
<p>Se sei interessato a questo argomento e desideri approfondire, contattami utilizzando il modulo che trovi nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> oppure invia una e-mail.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Texture e pattern nel linguaggio della grafica</title>
		<link>https://mgbandini.it/texture-e-pattern-nel-linguaggio-della-grafica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 13:42:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[Il termine texture deriva dal latino tessitura e indica una trama, una rete appunto, presente sulle superfici naturali o artificiali.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine <strong>texture</strong> deriva dal latino <em>tessitura</em> e indica una trama, una rete, una tessitura appunto, presente sulle superfici naturali o artificiali. Presenta una struttura visiva uniforme, cioè una grana o un segno che si ripete costantemente. In natura troviamo molti esempi di texture come la corteccia degli alberi, la terra arata, le rocce, la sabbia, la neve, il manto degli animali ecc… Esempi di texture artificiali sono la trama di un tessuto, <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-1452" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/11/img6-570x438.jpg" alt="texture naturale" width="500" height="353">l’acciaio, la granulosità della carta, i metalli grezzi, i muri in mattoni, intrecci di fibre, le pavimentazioni ecc… Inoltre si possono classificare in texture regolari o stocastiche. Le prime sono delle textures strutturate con un segno ripetuto sulla superficie costantemente, in modo regolare appunto. Quelle stocastiche sono caratterizzate da rumore ossia da una variazione casuale della luminosità o del colore. Il <strong>pattern</strong> è il ripetersi di forme geometriche, di un motivo o di un disegno, secondo un ordine preciso e senza variazioni. I pattern possono esse più o meno semplici o complessi. La differenza tra texture e pattern nel linguaggio della grafica è che il pattern stimola il senso della vista più che ispirare emozioni, come invece può avvenire con una texture.</p>
<p>Se sei interessato a questo argomento e desideri approfondire, contattami utilizzando il modulo che trovi nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> oppure invia una e-mail.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La copertina di un libro</title>
		<link>https://mgbandini.it/la-copertina-di-un-libro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 13:37:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[La copertina del libro è la struttura che contiene le pagine interne e le protegge.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1431" style="width: 510px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1431" class="wp-image-1431" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img5-570x439.jpg" alt="copertina del libro" width="500" height="354"><p id="caption-attachment-1431" class="wp-caption-text">La copertina del Libro</p></div>
<p>La copertina di un libro è la struttura che contiene le pagine interne e le protegge.&nbsp;È composta da una parte esterna che comprende il <strong>piatto</strong> <strong>anteriore</strong>, il <strong>dorso</strong> e il <strong>piatto posteriore</strong>, ossia il retro. Nella rilegatura tradizionale, con copertina rigida, i piatti anteriore e posteriore sono due cartoni delle dimensioni delle pagine interne. Internamente troviamo i <strong>risguardi</strong> che sono fogli di carta piegati a metà che servono per unire la copertina ai fogli del libro. Il <strong>dorso</strong> è la parte che collega e tiene uniti i due cartoni della copertina e comprende il dorsino e la cuffia. Il <strong>dorsino</strong> è un cartoncino alto come i due cartoni della copertina e largo quanto lo spessore delle pagine interne e serve per rinforzare la copertina. La <strong>cuffia</strong> è una sporgenza di pelle o tela che si crea con il raddoppio del materiale utilizzato per ricoprire la copertina e che si curva in modo da coprire il capitello. La <strong>cerniera</strong> è lo spazio che viene lasciato tra il dorsino e i due cartoni e serve per facilitare l’apertura e la chiusura del libro. Il <strong>capitello</strong> è una rifinitura molto graziosa che abbellisce il libro. Può essere di diversi materiali e viene incollato all’estremità superiore e inferiore delle pagine interne.</p>
<p>Se sei interessato a questo argomento e vuoi approfondire, contattami tramite il modulo che trovi nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">contatti</a> o invia una e-mail.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Colori primari e secondari</title>
		<link>https://mgbandini.it/colori-primari-e-secondari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2020 13:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[I colori si possono ottenere con il metodo additivo o sottrattivo.
Se proiettiamo su uno schermo tre fasci di luce colorata verde, arancio e viola, otterremo, tramite il metodo additivo (cioè che li somma), una luce bianca.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I colori si possono ottenere con il <strong>metodo additivo</strong> o <strong>sottrattivo</strong>.<br>Se proiettiamo su uno schermo tre fasci di luce colorata verde, arancio e viola, otterremo, tramite il metodo additivo (cioè che li somma), una luce bianca.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1411 alignleft" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-570x570.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-570x570.jpg 570w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-150x150.jpg 150w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-270x270.jpg 270w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-370x370.jpg 370w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4-80x80.jpg 80w, https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/10/img4.jpg 620w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" />Se osserviamo un fascio di luce bianca che passa attraverso tre filtri colorati di rosso, di giallo e blu, il colore risultante sarà il nero.<br>Se invece abbineremo dei filtri, otterremo l’arancio, il verde e il viola.<br>Fu Thomas Young (1773-1829) a definire, nei primi anni dell&#8217;ottocento, che <strong>i colori primari sono il rosso, il giallo e il blu</strong>, perchè miscelati tra loro, a due a due, danno luogo ai <strong>colori secondari verde, arancio e il viola</strong> che a loro volta possono creare tre colori terziari: il citrone, il bruno e l’oliva.<br>Continuando a comporre terziari tra loro, otterremo dei colori quaternari, fino ad arrivare a dei grigi.<br>Se vi interessa approfondire l&#8217;argomento dei colori primari e secondari, potete contattarmi all&#8217;indirizzo che trovate nella pagina <a href="https://mgbandini.it/contatti/">Contatti</a>.</p>


<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La percezione del colore</title>
		<link>https://mgbandini.it/la-percezione-del-colore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariagrazia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2020 15:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[La percezione del colore è una sensazione visiva dovuta alla stimolazione della retina da un’energia radiante, con una determinata lunghezza d’onda compresa in uno spettro.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La percezione del colore è una sensazione visiva dovuta alla stimolazione della retina da un’energia radiante, con una determinata lunghezza d’onda compresa in uno spettro. Le onde più lunghe corrispondono al colore rosso, le più corte al violetto e tutti gli altri colori corrispondono alle onde comprese nello spettro.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="458" height="600" src="https://mgbandini.it/wp-content/uploads/2020/09/New-Image.jpg" alt="" class="wp-image-1394"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Le caratteristiche che definiscono il colore sono: la tonalità, la saturazione e la luminosità.<br>La <strong>tonalità</strong> (chiamata comunemente: colore) è la quantità cromatica della sensazione luminosa (ad esempio il giallo, il blu, ma anche il grigio). I toni cromatici sono ad esempio il giallo, il blu ecc… I toni acromatici sono il bianco, il grigio e il nero.<br>La <strong>saturazione</strong> definisce il contenuto di un colore, infatti ogni colore può essere più o meno ricco, denso.<br>La <strong>luminosità</strong>, invece, dipende dallo stimolo e varia in base alla lunghezza d’onda. Ad esempio il giallo ha un’onda più lunga del blu e quindi risulta più luminoso.<br>La disposizione dei colori nell’arcobaleno, coincide con la disposizione che i colori assumono scomposti dalla luce bianca nello spettro solare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se desideri approfondire, avere chiarimenti o informazioni su questo argomento, puoi contattarmi come indicato nella pagina dei <a href="https://mgbandini.it/contatti/" class="rank-math-link">Contatti</a>.</p>
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